affascinante e trascinatore, l’idolo di tutti, ragazzi e ragazze. Ma il sabato non vuol dire solo discoteca, vuol dire bere, correre in macchina, far l’amore. Vuol dire eccessi. Una Hollywood in festa, e non solo, rende merito all’attrice americana che in questi anni ha saputo sorprenderci e farsi apprezzare per i suoi innumerevoli lavori.A quasi sessant’anni, canta e balla come una indiavolata le canzoni degli ABBA, scritte e interpretate nei mitici anni Settanta, quando Meryl Streep, strepitosa protagonista del musical Mamma mia!, stava affinando il metodo dell’Actor’s Studio. Sarà per questo motivo che nel film di Phyllida Lloyd sembra avere l’argento vivo addosso, come quando battagliava con Roseanne Barr in She devil, una vera diavolessa che le rovinava la vita. Oggi, Meryl Streep detiene il record di nomination all’Oscar (ben quattordici con due vittorie) e, se nella seconda metà degli anni Novanta la sua stella iniziò ad oscurarsi, è riuscita a rilanciarsi ulteriormente negli ultimi anni, partecipando a piccoli gioielli come The Hours e Il diavolo veste Prada.Oggi Meryl Streep può essere considerata come l’attrice più importante e significativa della storia recente del cinema: non bellissima ma di un talento cristallino che, negli anni, è riuscita sempre di più ad affinare e valorizzare.

In Bahrain, the Sunni king, Hamad bin Isa al Khalifa, accused foreign elements of fomenting Shiite protests and trying to subvert his kingdom. He said those detractors had been foiled with the help of troops from Saudi Arabia. The protesters staged weeks of rallies, demanding a constitutional monarchy, until last week, when the king used force to end the protests.

About this Item: Soft Cover. Condition: Good. 20 fot da imprensa contam tudo sobre a revolu das flores. Cerca un cinemaBruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni “senza crisi”, allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio.

Il film, che si nutre come nel caso teatrale della recitazione di McKellen (ma anche di fuoriclasse come Maggie Smith, Nigel Hawthorne, Jim Broadbent, John Wood, Annette Bening, Kristin Scott Thomas, Robert Downey Jr.), affronta il tema politico dei golpisti. Colorita, grottesca, coraggiosa, violentatrice del sacro Bardo, quasi orrorifica e godibile, la machiavellica pellicola (inizialmente pensata per un contenitore televisivo e per la regia di Alex Cox) si dimostra essere perfetta, senza sbavature e lussuosa. Loncraine, senza alcun dubbio, ha fatto un lavoro pregevole tale da essere nominato all’Alexander Korda per il miglior film inglese e al BAFTA per la migliore sceneggiatura.

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