I francesi, pur di non farci entrare in casa loro, dichiararono strategico il latte! Salvo poi venirsi a comprare Parmalat, che i nuovi padroni di Lactalis svuotarono con una furbata del tesoretto che la societ aveva in cassa e che fin nelle loro tasche. Detto tutto questo, in un mondo globalizzato non dobbiamo poi nemmeno drammatizzare troppo l dello straniero. Come ho sentito dire una volta, non importante che a Wimbledon vinca uno spagnolo o uno svizzero, l che il torneo si svolga a Londra.

Con Il codice Da Vinci e L’imbroglio The Hoax, entrambi girati nel 2006, Molina apre la strada alla mega produzione di Seta, tratto dal romanzo di Alessandro Baricco, dove interpreta Baldabiou, l’imprenditore capo del commerciante Michael Pitt.Il 2007 è l’anno della miniserie sulla Guerra Fredda, The Company e del film The Little Traitor, basato sul romanzo Panther in the basement dell’acclamato autore israeliano Amos Oz. Lo ritroviamo due anni dopo nel film sceneggiato da Nick Hornby, e diretto dalla danese Lone Scherfig An Education, nel quale Molina interpreta il padre della sedicenne studentessa Jenny Miller, a cui presta il volto la britannica Carey Mulligan, qui al suo primo ruolo da protagonista. Nel 2009 prende parte alla commedia che ha per protagonista l’ispettore Clouseau, La Pantera Rosa 2, al fianco di grandi come Steve Martin, Jean Reno, Emily Mortimer e Andy Garcia.L’anno successivo il regista di tante commedie e film d’avventura, Jon Turteltaub, lo vuole tra i protagonisti de L’apprendista stregone, rivisitazione in live action dell’episodio del film Fantasia, in cui protagonisti sono Topolino (muto) e il brano classico di Paul Dukas.

L’esordio cinematografico del regista televisivo Julian Farino (Entourage, Big Love, Rome) è una commedia di costume che, partendo da un’idea potenzialmente adatta agli equivoci più effervescenti ed esilaranti, si sviluppa invece come racconto acuto di psicologie e quadro preciso sui sentimenti umani. Fin dalle prime scene infatti si capisce che la sceneggiatura scritta da Ian Helfer e Jay Reiss appare molto attenta a definire i caratteri con arguzia, e dipingere situazioni in cui l’insoddisfazione esistenziale traspare dietro la facciata sorridente, come capita al personaggio di David. A funzionare molto bene poi è proprio l’improbabile love story tra i due protagonisti: la loro relazione è dipinta con sobrietà e dolcezza, una ricerca di felicità che vorrebbe andare oltre le regole imposte dal buon costume o dall’opinione comune.

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