Da Montgomery a Memphis (1970) cui collaboreranno anche Paul Newman, Burt Lancaster, Charlton Heston e Sidney Poitier.Gli anni migliori della sua carrieraCon l’arrivo degli Anni Sessanta, la sagacia di Lumet si fa più affilata a partire dal drammatico Spirale d’odio (1972), ancora con Mason, seguito da: Rapina record a New York (1972) con Connery e Christopher Walken; Riflessi in un occhio scuro (1973) sempre con Connery; Serpico (1973) con Al Pacino e Lovin’ Molly (1974) dal romanzo “Leaving Cheyenne” di Larry McMurthy con Anthony Perkins e Susan Sarandon. Dopo aver cercato di dirigere Il giustiziere della notte (1974) con Jack Lemmon come protagonista e vistosi rifiutare la regia, opta per il più classico Assassinio sull’Orient Express (1974) riesumando il Gotha del cinema hollywoodiano: da Sean Connery a Anthony Perkins, da Ingrid Bergman a Vanessa Redgrave. Sono gli anni migliori di Lumet, quelli dove maggiormente si mette alla luce per la graffiante cronaca dell’America Anni Settanta, quella che sta perdendo l’american dream ed è costretta a rapinare banche (Quel pomeriggio di un giorno da cani, 1975, con Pacino e con una nuova nomination agli Oscar per la regia), quella della logica serrata della televisione (Quinto potere, 1975, con Peter Finch, Faye Dunaway, Robert Duvall e William Holden, con nuova candidatura all’Oscar per la regia, ma anche un Golden Globe in tasca nella stessa categoria) e quella immischiata in questioni di droga e odio razziale (Il principe della città, 1981, vincitore del premio Pasinetti e nuova nomination per la sceneggiatura non originale).Membro della Giuria del Festival di Cannes del 1982, lo stesso anno dirige Trappola mortale (1982) con Michael Caine, passando al remake di un suo stesso film Il verdetto (1982) questa volta con il sempre presente James Mason, Charlotte Rampling e Paul Newman e sempre con una nuova candidatura all’Oscar per la regia.

Al cinema lo vediamo in film d’azione come I mastini del Dallas o Cannery Row, ai quali fa scuola il cult 48 ore (1982) dove Nick, poliziotto, è in coppia con Eddie Murphy, carcerato, per rincorrere due killer della malavita di San Francisco. Non ride mai ma il suo carisma lo rende simpatico e una divertente spalla comica: con Katharine Hepburn è nella commedia nera Agenzia omicidi (1984).Soprattutto cattivo e accigliato ma con una parentesi comicaMalgrado la versatilità delle sue doti recitative, Nick viene spesso relegato ad un ruolo da “caratterista” che non diverge molto dalla durezza apparente del volto; è un rapinatore che in carcere si trasforma in drammaturgo ne Il seme della Gramigna (1987), un ranger texano coinvolto in una sanguinosa lotta contro un boss della droga nell’omaggio a Sam Peckinpah Ricercati: ufficialmente morti (1987), il re di una tribù in Addio al re (1988) e un pittore confuso e geniale protagonista del corto firmato da Martin Scorsese nell’opera collettiva New York Stories (1989). A scardinarlo dal ruolo di arcigno, ci vuole la commedia: l’occasione arriva da Francis Veber, mago del genere, che lo ingaggia per In fuga per tre (1989) dove fa coppia con uno smunto ed esilarante Martin Short.

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