Sua madre impartisce a lui e a sua sorella Kate Kline May (attuale produttrice cinematografica) la religione cattolica, anche se suo padre è agnostico, e li spinge a studiare alla St. Louis Priory School. Iscrittosi alla Indiana University di Bloomington, scopre la passione per il teatro che lo spingerà a laurearsi in Arte Drammatica.

Era il 1972 e lei era la Mini Cooper italiana. Forse con meno charme. Ma di certo l’Autobianchi A112 Abarth è stata l’oggetto del desiderio per molti. Non esistono più gli uomini come John Garfield.Nato nel 1913 a New York, in un quartiere popolare dell’East End, figlio di due immigrati ebrei, perse la madre nel 1920 e venne cresciuto dal padre che però non gli diede mai troppa attenzione, tanto è vero che il piccolo sviluppò da subito dei problemi nell’apprendimento, motivo che lo spedì dritto in una scuola speciale per bambini con problemi. Da adolescente, passò molte delle sue ore per la strada, andando incontro a tutte le conseguenze del periodo. In una sola parola: riformatorio.

Chiaramente, da uno Stato del genere, non potevano che nascere, crescere e muoversi vistosi freaks sociali, bizzarri e taglienti personaggi che hanno, nel loro status di “brutti, sporchi e cattivi”, l’affascinante invadenza del cinema (ben fotografato da Luca Bigazzi) all’interno della mente dello spettatore.Il divoRitornerà poi alla dimensione televisiva (e a Servillo) con la versione per il piccolo schermo della commedia di Eduardo De Filippo “Sabato, domenica e lunedì”, allestito per la serie “Palcoscenico”, appuntamento che Rai Due dedica al teatro italiano. Nel 2008, è ancora una volta il cinema a farla da padrone con il controverso Il divo, surreale biopic su Giulio Andreotti. Un film che non è un film, ma una sindone sulla quale si traccia la sagoma della classe politica italiana, traspirando male e potere.

Va meglio in nel drammatico Cassandra Crossing (1976) con Burt Lancaster. Senza dubbio il suo peggior film è Angela Il suo unico peccato era l’amore (1977) con John Huston, fortunatamente si risolleva con Obiettivo “Brass” (1978) con John Cassavetes e alcuni film con Philippe Noiret. A questa mediocrità di film sbagliati si aggiunge un’inchiesta della Tributaria che coinvolge l’attrice e il marito il 15 aprile 1978.

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