Che ne ha subito carpito le grandi potenzialità come sceneggiatura. Un ritratto schietto e insieme raccapricciante di una comunità di giovani allo sbando, un affresco corale senza riserve, che per la spontaneità e la fresca inventiva ha tutto il sapore del geniale esordio ma per la maturità e la consapevolezza registica rimanda più volte al coppoliano I ragazzi della 56 strada, alle varie inquadrature di strada di Martin Scorsese e anche alla vena più strettamente documentaristica del Fernando Meirelles di City of God. Con un ritmo che sempre asseconda la diegesi filmica, senza niente concedere a facili patetismi, con una fotografia dialogante e protagonista, con una colonna sonora partecipata (con tanti brani cult del tipico pop eigthies), il film da spaccato di una società si fa racconto di una vita: e così viene mostrato il ritorno di Dito a casa, la sua umiltà, la sua forza nel far vedere le proprie fragilità e debolezze, il suo mettersi in discussione fino a ritrovare l’amore.

Oklahoma Simms . Olga Mesa . Omar Galliani . Tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh, ampiamente sfrondato delle sue componenti più politiche, è un film che può contare su una colonna sonora travolgente (da Lou Reed a Iggy Pop, dagli Underworld ai Blur), un gruppo di attori più che precisi e dialoghi immediatamente entrati nella cultura di massa (si pensi solo a “Provate a immaginare l’orgasmo più bello della vostra vita, moltiplicatelo per mille, e capirete cosa significa farsi di eroina”). Memore della lezione di Tarantino, quasi si gioca a superare l’americano nell’uso delle ellissi e nei dettagli forti, Trainspotting è certamente un esercizio di stile, un lavoro fin dall’inizio progettato per essere di culto, in sintesi, fatto per colpire il gusto dei benpensanti e per deliziare i “non allineati”. Eppure, al di là del campionario di sangue, sostanze fecali, aghi e corpi in disfacimento, Boyle dà una lezione morale non da poco.

Il “paesano” lo aiuta, e lo porta alla cerimonia di fidanzamento del figlio in una sala da ballo costosa con tutti i maggiori esponenti del settore, gente ricca e snob. Entrando dal retro sotto veste di fattorino, riesce ad introdursi dentro la sala da ballo, e guardato con ribrezzo da tutti canta al figlio il suo dolore, la situazione della madre moribonda che lo chiama ancora, accusandolo di aver rinnegato la famiglia, e la terra e tutti i valori da cui ha preso vita, e lo esorta a rimangiarsi l’errore commesso, e a inginocchiarsi e baciare le mani di suo padre, che ha sacrificato la sua vita a zappare la terra per permettergli di avere un futuro migliore del suo. Il figlio cede alla vergogna, risente la sua coscienza e si inginocchia chiedendo perdono.

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