In seguito egli diede vita a personaggi molteplici ma immancabilmente sgradevoli, cattivi a tutto tondo come il rapinatore di Sabato tragico (1955), oppure a personaggi normali ma antipatici come il colonnello corrotto di Prima linea (1956). Questa immagine giunse al culmine quando John Ford gli offrì la parte di un bandito inesorabilmente e recidivamente malvagio, nell’Uomo che uccise Liberty Valance (1962). A questo punto egli decise di cimentarsi nel film comico.

Pino Daniele è un falso innovatore. Siamo romantici e per questo moriremo. La scritta nera The Ragazzi, apparsa, secondo testimonianza, in una notte di dicembre del 1982, e ancora parzialmente leggibile su un muretto di via Manzoni, in prossimità della prima curva a destra che si apre sulla post industriale, ancora prima che l’Italia industriale fosse estinta e cinicamente scenografica vista su Bagnoli e l’isolotto di Nisida, compare nella copertina del loro primo e unico disco, l’omonimo e sfortunato The Ragazzi (1983), in una foto (Foto 2) che mostra i quattro componenti della band seduti sul muretto in questione (hanno tra le mani un rossetto, una chiave inglese e un orsacchiotto di peluche), con la scritta che trapela dalle otto gambe, le spalle avvolte dal mare e una ciminiera che caccia fumo grigio sulle loro teste..

Così, nel 1996, stupisce tutto il mondo indossando corsetti e vestiti antichissimi per una donna che ne aveva notato le potenzialità già da quando era adolescente: Jane Campion, che la vorrà nella trasposizione cinematografica di Ritratto di signora di Henry James.Torna a dividere il set con Tom Cruise nell’ultimo film di Kubrick Eyes Wide Shut, dopo il quale si rifugerà a teatro aggiudicandosi una nomination all’Oliver Award come miglior attrice in “The Blue Room”. Si alza un polverone per i temi affrontati nel film, la coppia che nel frattempo ha adottato due figli Isabella Jane e Connor Anthony annuncia il loro divorzio nel 2001, lo stesso anno dell’uscita di Moulin Rouge di Baz Luhrmann, la pellicola che sarà il faro della sua carriera.Nelle vesti della prima ballerina del Moulin Rouge, Satine, la Kidman balla, canta e recita, arrivando perfino a rompersi una costola (che le costerà l’esclusione dal set di Panic Room di David Fincher nel 2002, che sceglierà Jodie Foster), ma le offrirà la candidatura all’Oscar come Miglior Attrice protagonista (soffiatole via da Halle Berry, scelta più politicamente corretta) e il Golden Globe nella stessa categoria.Ormai icona divina, duetta con Robbie Williams “Something Stupid”, originariamente cantata da Frank e Nancy Sinatra, e incanta tutti nel ruolo della madre a caccia di fantasmi nell’horror The Others di Alejandro Amenabar.Nel 2003 è stata la combattiva Anna nel western di Anthony Minghella in Ritorno a Cold Mountain, film d’apertuta della berlinale di quell’anno.Finalmente arriva l’Oscar tanto inseguito e sempre e solo sfiorato, quello come miglior attrice protagonista nel ruolo di Virginia Woolf in The Hours di Stephen Daldry, per il quale accetta perfino di imbruttirsi.Lars von Trier, di nuovo Benton, Minghella, Oz, Pollack e Nora Ephron, la trasformano dalla figlia di un boss a una donna delle pulizie analfabeta, da una nuova Rossella O’Hara a una moglie perfetta, fino a una strega. Migliore amica di Naomi Watts, Russell Crowe, Renée Zellweger e Jim Carrey, si rifiuta di recitare in Catwoman, Mr.

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