Giovane avvocato di colore (W. Smith) entra in possesso, per caso e senza saperlo, di una videocassetta che incrimina come mandante di un omicidio politico un alto dirigente (J. Voight) della NSA (National Security Agency), più potente, segreta e costosa della CIA (Central Intelligence Agency).

Theroux ha il volto maschile perfetto nel ruolo di Adam Kasher (coi suoi onnipresenti occhiali da sole) per un film di questo tipo: attonito, incredulo, sempre passivo anche di fronte alle situazioni più assurde (ad esempio nella scena in cui trova la compagna col suo amante è proprio lui, padrone di casa, che si prende le botte con rassegnazione e si fa sbattere fuori da casa sua). Non sarà un caso che lo stesso Lynch lo sceglierà anche per Inland Empire. In questa terza avventura lynchiana, Theroux interpreta un attore al fianco di Laura Dern in perenne e fragile equilibrio tra la finzione e la vita reale.

Un film tanto banale, sciocco e confusionario solo per dare alla produttrice Sandra Bullock l’opportunità di parteciparvi come protagonista senza doversi confrontare con altre attrici, ma soltanto con tante candidate a miss America. Un film totalmente frivolo. Una seria indagine assegnata alla FBI, è solo un pretesto per tentare di far ridere.

Non molto tempo fa avevamo parlato di USB Killer, il pennino USB che, una volta collegato, frigge istantaneamente i componenti del PC. Il piccolo drive è sostanzialmente un taser per personal computer, notebook e tablet, con la differenza che in pochi secondi può essere fatale per gran parte della componentistica integrata. Se lo scorso mese parlavamo di un prototipo, adesso USB Killer è diventato una realtà commerciale ed è protagonista di una campagna su Indiegogo..

Desiderio molto sentito, ultimamente, da Mediaset, che sta sperimentando diversi prodotti con buoni successi, anche se con un po’ di ansia, ammette Jacchia, che riconosce in questo film un lavoro di talento.Con questo film si ripercorre la strada di un genere, molto apprezzato nel passato, ovvero quello degli sceneggiati italiani, che riscuote successo in altri paesi (Francia, Germania, ma è anche utilizzato nel cinema americano) per capire se il pubblico sia pronto a recuperare il genere mistery. Un film che, oltre ai suoi protagonisti, Romina Mondello e Adriano Giannini (lei è Maria Grimaldi, ispettore di polizia; lui è Vasco Brandi, il commissario), vede un cast artistico assai nutrito (potremmo citare, tra gli altri Enrico Lo Verso, Giovanna Ralli, Tosca D’Aquino, Randi Ingerman, Giovanni Esposito, Franco Sciacca, Larissa Volpentesta, ma anche lo stesso regista) fatto assai desueto in una fiction italiana. Ricky Tognazzi, dopo aver ringraziato tutti, in particolare Simona Izzo (la moglie sceneggiatrice “sul campo” come si definisce lei, che ha seguito il marito durante tutte le riprese), si dice riconoscente anche alla produzione per l’occasione che gli è stata data di affrontare un genere nuovo, simile agli sceneggiati Rai degli anni passati (come “Il segno del comando”, con cui, interviene la moglie, sono cresciuti), in cui ritrovare non solo il mistery, ma un grandissimo giocattolo: dalla commedia, al melodramma, attraverso il giallo alla Agatha Christie.Vincenzo Salemme è attore e regista dal sorriso contagioso, dall’ironia trascinante, dallo sguardo vispo.

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