Nata a Catania il 10 novembre 1976, in una famiglia numerosa (tre sorelle) da sempre attratta dal mondo dello spettacolo, si avvicina al palcoscenico durante gli anni della scuola media, quando si presenta ai provini per un coro di voci bianche che avrebbe cantato al Teatro Massimo Bellini. Una volta scelta e dopo aver passato gran parte del suo tempo in scena, sceglie di frequentare l’Istituto d’Arte di Catania che le permetterà poi di entrare presso il Teatro Stabile della città. Desiderosa di fare nuove esperienze, si presenta a sedici anni per un provino cinematografico con il regista Franco Zeffirelli che, però, la scarterà perché troppo bella.Il debutto con TornatoreDebutterà però sul grande schermo nel 1995, giovanissima e di una bellezza ancora molto acerba, con una parte da protagonista in L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore con Sergio Castellitto.

Sebbene sembri svestita, Melissa Satta è riuscita nel difficile compito di risultare ironica e sensuale e soprattutto non volgare. Che sia una nudità vera o solo un ritocco in post produzione, la maliziosa passeggiata nuda (ma non scalza) su sfondo bianco, fa centro. A coprire le zone più hot, all del seno e dell soltanto due bande nere.

Intorno ai due protagonisti principali si muove uno zoo di personaggi ancora più improbabili: la diva tutta rughe cattiva ma non troppo, la vamp che rapisce il fidanzato, Maradona, il bonzo che alla fine levita. Fare il nome di Fellini diventa a questo punto solo una pura cattiveria: tanto il surreale, il grottesco, in quel talentuoso regista, si innestava perfettamente nella struttura narrativa ed in esso si veniva trasportati come per incanto, quanto invece, nella pellicola di Sorrentino, tali elementi servono solo ad accrescerne l’inconsistenza e a rivelare la mancanza di una visione.A poco servono, in questo senso le musiche raffinate di David Lang che, così lisce, così sempre coerenti all’immagini, finiscono alla lunga per addormentarla ulteriormente. Tutto è smussato, tutto è pacato in questo film al contempo ‘vecchio’ nell’anima e giovanilmente superficiale.

(Ride, non è vero, li ho comprati con i miei soldi), vero invece che se li è messi apposta. Certo esulta il presidente un omaggio ai 55 anni di Renzo Rosso. Eccolo dunque Renzo Rosso. E musica sempre di quel periodo, dei Sessanta, tutta roba che è stata riportata in auge in seguito da alcune importanti antologie come ad esempio Nuggets, Pebbles e Back From The Grave. Si può dire che quelle garage siano forme di proto punk e c tutta una disputa, infatti, circa la nascita del punk. Si potrebbe dire che musicalmente le origini dell di quel suono vanno riferite proprio al garage, all dei Sessanta, mentre tutta l che contraddistingue il punk arriva più tardi, nei Settanta, a Londra e New York..

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