Ogni tanto il cinema si assume il compito di ricordarci che ci sono genocidi per cui i “difensori della liberta e della democrazia” si indignano e dispiegano le loro forze ed altri in cui lasciano fare voltandosi dall’altra parte. Perche’? Ognuno puo’ trovare da se’ la risposta. Il fatto pero’ resta.

Tra ricerca d’identità, storie di famiglia, esplorazioni newyorchesi, DJ sets e primi lavori di social street photography, quali Where is the Pope? e Support Your Locals, la commistione tra ironia e denuncia comincia ad annidarsi nel suo percorso artistico. Tra le varie chicche, anche un piccolo estratto della sua mitica trasmissione radio It’s Good for the Soul, trasmessa sulla altrettanto mitica Radio Pellenera di FabrizioBenassie Antonella Ficarra, e per la quale Tricoli aveva composto una sigla magnifica che si può ascoltare qui. È anche un’opera madre da cui nascono nuove sperimentazioni e progetti, come Bunga Bunga,(Altre) avventure di Pinocchio e l’inedito Barricades Will Increase Your Happiness, accomunati dalla triade concettuale di indignazione denuncia sorriso.

Malgrado le parentesi cinematografiche, non perde l’amore per il teatro che si esprime positivamente nel 1994 con l’esordio come autore della commedia “Casa di frontiera”, che interpreta in prima persona e fa dirigere all’amico Gigi Proietti. Nel 1996 passa al ruolo di regista per “Una tragedia tutta da ridere”, di cui è anche autore, poi nel 1999 dirige per la prima volta una messinscena non propria, “La festa” di Spiro Scimone.Al cinema con Scola, Monicelli e BellocchioIl 1995 è un anno intenso per la carriera dell’attore napoletano: lo vediamo in Pugili di Lino Capolicchio, in Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola con Alberto Sordi e Isabella Ferrari e in Facciamo paradiso di Mario Monicelli dove recita a fianco di Philippe Noiret e Margherita Buy. Dopo L’amico di Wang (1997) e Vuoti a perdere (1998) ritorna al lavoro con Monicelli per la commedia Panni sporchi.In ambito teatrale, ormai consacrato dal successo e dal consenso delle più importanti rassegne europee, Imparato decide di affrontare e mettere in scena altri scrittori, come i drammi di Pinter, “Aspettando Godot” di Beckett e, sotto la regia di Mario Martone, si impegna con la compagnia del teatro stabile di Roma nell’opera “I dieci comandamenti” di Raffaele Viviani.

Tutto squisitamente finto nella mise en scene compiaciuta e un po ruffiana, creazione che si diverte a costruire una storia fatta di aforismi altisonanti e perfetti (troppo) , sull sulla giovinezza, sulla creativit Frasi da taccuino spinte sull della catarsi e poi furbamente risolte, in una battuta chiosata alla napoletana o in un carrello lento che avanza. Youth La giovinezza esibisce, comunque, tutti i suoi pregi (e i suoi difetti. Esibiti tanto da divenire pregi anch e inconsapevole, inevitabilmente, fa emergere le falle della sua opera precedente.

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